730 precompilato: da Fnomceo precisazioni sulle credenziali

 «Anche dopo il 9 febbraio i medici possono chiedere le credenziali per collegarsi al sistema tessera sanitaria del Ministero dell'Economia e inviare i dati delle fatture per la precompilazione del modello 730 da parte dell'Agenzia delle Entrate. Mi riferisco non solo alle fatture 2016, ma anche a quelle dell'anno scorso, non vorrei che alcuni medici sentendosi in ritardo mancassero del tutto l'appuntamento». La nebulosità dell'apparato sanzionatorio prospettato dall'ultima finanziaria spinge la Federazione degli ordini a ricordare che medici e dentisti che non si sono messi in regola per l'invio dati per il pregresso, possono e devono farlo anche dopo di oggi, data in cui scadono ufficialmente i termini per spedire i dati sulle fatture 2015 al Fisco. Questo proprio mentre da Federfarma si ricorda che invece per le farmacie non si accettano più deleghe per gli invii dei dati 2015. «Anche domani, tra cinque giorni e oltre, quando medici e dentisti si presentano agli ordini questi sono tenuti a fornire loro le credenziali per collegarsi a Ts», sottolinea Gianluigi Spata presidente Omceo Como e membro del comitato centrale Fnomceo. Che a DoctorNews sottolinea come «al sistema Ts ci si può registrare sempre, anche se in ritardo; nessun meccanismo si blocca. In Fnomceo stiamo per far partire una circolare in questo senso per gli ordini provinciali». Spata ricorda come gli Omceo italiani abbiano fatto un lavoro consistente, finora. «A Como abbiamo dato le credenziali a 1100 iscritti su 3 mila, in Lombardia conteggiamo anche i medici di famiglia, che hanno dovuto richiederle agli ordini perché inizialmente il sistema Ts non dialogava con il Siss lombardo per il quale solo erano accreditati. Dei 1900 restanti molti sono pensionati e ospedalieri, non tenuti all'incombenza se esercitano solo libera professione intramuraria, oppure si sono procurati le credenziali con la posta elettronica certificata». Ricordiamo anche che da domani 10 febbraio i cittadini potranno collegarsi all'Agenzia delle entrate e consultare i propri dati ed eventualmente chiederne la correzione fino al 9 marzo (non più entro il mese di febbraio); in questo modo si potrebbero accorgere di spese che non sono state conteggiate e cioè di medici e dentisti che non hanno inviato dati. Questi ultimi potrebbero essere sanzionabili, anche se sui tempi in cui le sanzioni scattano resta l'incertezza. La penalità di cento euro a fattura dello scorso settembre si applica ove sia accertato un ritardo determinante nell'invio: il decreto 158 parlava di "oltre cinque giorni". Più consistente forse il rischio di penalità dove l'errore determini una indebita fruizione di detrazioni o deduzioni da parte del cittadino, come riportato in Finanziaria.

 
Mauro Miserendino

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